FEDPOL – No all’estorsione tramite immagini a sfondo sessuale: campagna europea contro la sextortion

FEDPOL – No all’estorsione tramite immagini a sfondo sessuale: campagna europea contro la sextortion
Berna, 19.06.2017 – La vita e l’amore tendono sempre di più a essere vissuti online. Fare nuove conoscenze in rete ormai non è più una rarità. Lo sanno anche i cibercriminali e i pedocriminali che sfruttano questa realtà per i propri scopi illeciti. Fate quindi attenzione, navigate con intelligenza: non lasciatevi ricattare con fotografie o video a sfondo sessuale.

Ufficio federale di polizia
(fonte) www.admin.ch/news


ODIC – e-banking: gli hacker prendono di mira i metodi di autenticazione per dispositivi mobili

Nelle scorse settimane MELANI ha ricevuto diverse segnalazioni di casi in cui degli hacker hanno indotto le vittime a convalidare pagamenti fraudolenti via e-banking adottando tecniche di ingegneria sociale.

Da tempo la maggior parte delle banche offre metodi di autenticazione su dispositivi mobili per accedere all’e-banking e convalidare (autorizzare) pagamenti. Tra questi metodi rientra anche la procedura mobileTAN (mTAN), secondo cui la banca invia al cliente un codice di conferma tramite SMS. Ormai da alcuni anni i criminali tentano di intercettare con un malware i codici di conferma (mTAN) inviati tramite SMS sugli smartphone dei clienti per commettere poi una frode di e-banking.

Come difendersi dai ransomware

Consiglio pratico

Come difendersi dai ransomware

Il settore del ricatto digitale sta facendo affari d’oro. La diffusione dei ransomware (“software con pagamento di riscatto”), noti anche come trojan crittografici, avanza senza sosta. Questo tipo di malware cifra i file presenti nel computer, rendendoli così inutilizzabili. Ransomware come “Locky” o, in precedenza, “TeslaCrypt” attaccano tutti i dispositivi di archiviazione dati collegati al computer e accessibili, ovvero anche dischi rigidi esterni, server o memorie online. Dopo il pagamento di un “riscatto” sotto forma di Bitcoin anonimi, gli utenti colpiti ricevono, ma non sempre, un codice con cui decriptare i file. La soluzione migliore consiste nell’impiegare una protezione preventiva, in grado di impedire o ridurre al minimo la perdita di dati in caso di un eventuale attacco.

(fonte: PMI – Rivista Swisscom)

(Continua)


Attenzione alle fatture fittizie di software da ufficio

Attenzione alle fatture fittizie di software da ufficio

La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) riceve sempre più spesso segnalazioni di presunte fatture relative a ordinazioni di pacchetti di software. Vengono inviate per posta a imprese e istituzioni in Svizzera che in realtà non hanno richiesto il software in questione.Le fatture, con intestazione «Office World» e rinvio al sito www.officeworldonline.com, sono spedite da una ditta che ha apparentemente sede in Montenegro. Un secondo tipo di fattura reca la denominazione «Office Max» con presunta sede a Barcellona   (continua)